L’evoluzione dell’addetto stampa: da offline al web

Siamo sinceri, l’addetto stampa per come lo si conosceva fino a pochi anni fa è ormai sparito o è relegato ad un ruolo minoritario rispetto alla comunicazione attuale. Internet e soprattutto i social nework hanno cambiato profondamente il modo di svolgere questo lavoro. Per questo un buon addetto stampa deve ovviamente partire dalle basi e quindi la conoscenza della comunicazione offline, attraverso la carta stampata ma approfondire e soffermarsi soprattutto sulla comunicazione 2.0.

Tutto ciò si traduce principalmente in una parola: SOCIAL. Questo mondo che per i giovani millennials è quasi scontato, naturale, ma che non è ritenuto così importante (a torto!) da tante piccole e grandi aziende. Tra i fruitori del web e dei social, quindi gli utenti finali, i consumatori, e le aziende si pone la nuova figura di addetto stampa.

L’addetto stampa: tra social media e web

Quest’ultimo deve veicolare il messaggio dell’azienda, facendo un piano di comunicazione integrato che comprenda tutti i canali, social e non: non solo quindi attraverso un comunicato stampa efficace inviato a tutti i propri contatti attraverso una mailing list, ma interfacciarsi nel mondo social creando post o note su facebook, tweet, immagini o video tramite i nuovissimi instagram e snapchat. Utilizzare insomma tutti i possibili canali a propria disposizione per catturare l’attenzione dell’utente.

 

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La fortuna del web e dei social è che possono essere strumenti molto settoriali, adatti per ogni esigenza. E’ quindi importante conoscere a fondo il mezzo e scegliere l’interlocutore più adatto al proprio scopo. Entrano quindi in campo anche gli opinioner e influencer, nuove figure professionali che, attraverso i loro blog e i loro canali social si sono ritagliate uno spazio nel web in uno specifico campo ed hanno la fidelizzazione di molti utenti. Loro sono le persone giuste da coinvolgere per veicolare il proprio messaggio in modo massivo perché possono influenzare i propri follower in modo incisivo.

Dopo la comunicazione, l’addetto stampa 2.0 deve saper analizzare, tramite i vari strumenti (analytics, portata del post e dei tweet, visualizzazioni, like e commenti sui social) le proprie campagne così da avere, dati alla mano, prova del loro successo o gli strumenti giusti per affinare ancora di più il proprio messaggio. E’ fondamentale analizzare la percezione del brand, prodotto, azienda, servizio, progetto, ente di cui ci si occupa nel web e nei social network così da attuare al meglio le prossime scelte comunicative.

Errore che un addetto stampa non deve mai commettere: fare un copia/incolla dello stesso contenuto utilizzato per il mondo offline o per i comunicati stampa canonici e riversarlo sul web. Il messaggio deve essere lo stesso ma cambiando i canali cambia anche la forma del contenuto. Ecco che l’addetto stampa 2.0 deve creare un contenuto diverso per ogni ramo della comunicazione, accattivante e coinvolgente dove la creatività la fa da padrona e, allo stesso tempo, deve essere efficace per colpire l’obiettivo!

È fondamentale capire che fare comunicazione nell’era del web 2.0. non significa banalmente “fare pubblicità”, ma veicolare un messaggio. Ciò significa far arrivare la notizia, far parlare del proprio brand, ma non in maniera invasiva o fastidiosa. Essere creativo e originale per catturare con intelligenza l’utente finale. Non è quindi una strategia intelligente quella di utilizzare spam o proposte insistenti.

La frase chiave da tenere a mente, se si vuole essere un perfetto addetto stampa è che internet non è solo un nuovo mezzo o un nuovo media ma un nuovo modo (e totalmente diverso rispetto al passato) di comunicare.

A cura di Andrea Soprani

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